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Vegan cupcakes

29 Lug

CUPCAKE VEGAN AL CIOCCOLATO

base x 12

latte di soia 250 ml
zucchero 145 g
olio di vinacciolo 80 ml
una stecca di vaniglia
farina 185 g
cacao in polvere 40 g
lievito in polvere mezza bustina
un pizzico di sale
(se si vuole, aggiungere due cucchiai da tavola di caffe e/o gocce di cioccolato)

topping

tofu 360 g
latte di soia 60 ml
sciroppo di acero 30 ml
una stecca di vaniglia
cioccolato fondente 70% 300 g

Preriscaldate il forno a 180°C e preparate i pirottini.
Sbattete insieme il latte di soia, l’olio di vinacciolo, lo zucchero e la vaniglia fino a ottenere una consistenza schiumosa.
In una ciotola a parte setacciate la farina, il lievito in polvere, il cacao in polvere e il sale.
Aggiungete in due volte gli ingredienti secchi a quelli umidi e sbattete con la frusta fino a ottenere una consistenza fluida e senza grumi.
Versate l’impasto nei pirottini riempiendoli per i tre quarti.
Cuocete per 18-20 minuti.

Setacciate il tofu con un colino. Aggiungete il latte di soia, lo sciroppo d’acero e la vaniglia. Amalgamate fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Mettete da parte.
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria.
Toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare per 5 minuti mescolando di tanto in tanto.
Aggiungete il cioccolato al tofu.
Trasferite la mousse in un contenitore ermetico e lasciate raffreddare per almeno un’ora.

 

CUPCAKE DI GRANO SARACENO

base per 12 (senza glutine)

latte di soia 250 ml
farina di grano saraceno 200 g
maizena 20 g
lievito in polvere mezza bustina
un pizzico di sale
margarina 110 g
zucchero di canna 145 g
una stecca di vaniglia

topping al limone di Sorrento

margarina 210 g
zucchero a velo 375 g
una stecca di vaniglia
succo di un limone di Sorrento non trattato
buccia grattuggiata del limone

Preriscaldate il forno a 180°C e preparate i pirottini.
Setacciate la farina, la maizena, il lievito e il sale in una ciotola.
In una ciotola a parte con una frusta elettrica montate a crema la margarina e lo zucchero per circa 2 minuti.
Aggiungete la vaniglia e unite un poco alla volta i due impasti e il latte di soia.
Versate l’impasto nei pirottini riempiendoli per i tre quarti.
Cuocete per 20-22 minuti.

Lavorate la margarina per ottenere una crema.
Aggiungete lo zucchero e lavorate per almeno 3 minuti.
Aggiungete il succo di limone e la vaniglia e lavorare ancora 5/7 minuti.
Aggiungete la buccia del limone e mescolate bene.
Raffreddate bene prima di utilizzarlo.

Quasi non riuscivo a fotografarli!

Amaretti morbidi vegan

14 Lug

Un’amica vegana mi ha detto di patire la mancanza degli amaretti, che tradizionalmente sono fatti con l’albume.
E potevo tirarmi indietro?

Dunque, la ricetta è presa da Patisseries maison di Florence Edelmann e poi leggermente modificata utilizzando un prodottino che avevo qui ma non mi era ancora chiaro come utilizzarlo, No Egg di Orgran.

ingredienti

No Egg 2 cucchiaioni colmi
zucchero a velo 150 g
farina di mandorle 175 g
aroma di mandorle amare 1 cucchiaino (o più, secondo i gusti)
zucchero 50 g
acqua

Mettete i due cucchiai di No Egg in una ciotola e aggiungete un cucchiaio o due di acqua. Mescolate bene.
Aggiungete lo zucchero a velo e lavorate il tutto con la frusta elettrica.
Con una spatola aggiungete la farina di mandorle aiutandovi con l’acqua.
Aggiungete l’aroma di mandorle amare e amalgamate bene il tutto.
Ricoprite una leccarda con carta da forno, fate con le mani della piccole noci di impasto leggermente appiattite e posizionatele un po’ distanziate.
Spolverate ogni biscotto con mezzo cucchiaio di zucchero.
Infornate a 200°C per circa 10 minuti o comunque fino a che gli amaretti saranno dorati in superficie.

Crostata piemontese

14 Lug

In verità ho deciso io che è piemontese, ma siccome per me Moscato e pesche voglion dire Piemonte…
Ho un unico rimpianto: non l’ho fotografata e, giuro, era uno spettacolo.

ingredienti

per la frolla
farina 00 365 g
farina di mandorle 35 g
burro 210 g + per imburrare la teglia
zucchero 125 g
tuorli 53 g
scorza grattuggiata di limone e/o una stecca di vaniglia
zucchero di canna 1 cucchiaio

per la crema pasticcera
zucchero 120 g
farina 00 40 g
maizena 15 g
latte fresco intero 40o ml
tuorli 4
limoni 1
una stecca di vaniglia
moscato 1 bicchiere
colla di pesce 1 foglio e 1/2

pesche 5 (ho usato quelle bianche perché non ho trovato le altre, ma le migliori sono le pesche di Volpedo)
amaretti 2-3
cacao amaro in polvere 1 cucchiaio

Lavorate il burro molto morbido con lo zucchero fino a formare una crema spumosa.
Unite la farina di mandorle.
A parte sbattete i tuorli e unitevi la scorza del limone e/o la vaniglia e quindi unite al burro.
Infine mettete la farina sulla spianatoia e incorporatevi rapidamente l’impasto di burro.
Fate una palla e mettetela in frigorifero per qualche ora.

Preparate la crema pasticcera: in una ciotola lavorate con una frusta elettrica i tuorli d’uovo con lo zucchero e quando avete una spuma liscia e omogenea aggiungete a poco a poco la farina e la maizena setacciate.
Infine aggiungete il vino.
Mettete la colla di pesce a mollo in acqua fredda.
Intanto portate a ebollizione il latte con la buccia del limone grattuggiata e la stecca di vaniglia tagliata a metà per il lungo.
Quando il latte bolle, versatelo sulla spuma filtrandolo con un colino e mescolate rapidamente con una frusta per evitare che si cuociano i tuorli.
Rimettete il tutto sul fuoco, aggiungete la colla di pesce strizzata e continuando a mescolare continuate a cuocere la crema finché nonsarà densa.
A questo punto fatela raffreddare coprendo la superficie con un foglio di alluminio in modo che non si formi quella sgradevole pellicola dura.
Quando sarà completamente fredda lavoratela con la frusta elettrica.

Imburrate la teglia e “inzuccheratela” con lo zucchero di canna invece di infarinarla.
Foderatela con la frolla, e mettetela in forno con i fagioli (cottura in bianco) a 180°C per 20-25 minuti.
Togliete i fagioli e fate colorare anche l’interno della crostata.

A questo punto riempite con la crema pasticcera la crostata, posizionate sopra le pesche sbucciate e affettate (e se necessario asciugate leggermente con della carta da cucina) e spolverizzate con gli amaretti sbriciolati e il cacao.
Se lo gradite, potete utilizzare della gelatina in polvere preparata utilizzando metà acqua e metà vino.

Fantastica!

Torta paradiso per i bimbi

14 Lug

…ma anche i grandi apprezzano!

ingredienti

burro 250 g
zucchero a velo 250 g
farina 00 150 g
fecola di patate 150 g
tuorli 100 g (i miei erano circa 25 g l’uno, quindi 4)
uova 100 g (2)
scorza grattuggiata di un limone
una stecca di vaniglia
lievito mezza bustina
marmellata o crema al cioccolato
zucchero a velo

Mettete il burro moooolto morbido in una ciotola con lo zucchero a velo, la scorza grattuggiata del limone e i semi della stecca di vaniglia.
Lavorate con una frusta elettrica fino a ottenere una crema liscia e omogenea.
Sbattete in un contenitore uova e tuorli e aggiungete a poco a poco al burro continuando a lavorare con la frusta elettrica.
Setacciate la farina, la fecola e il lievito e unitele un cucchiaio alla volta sempre continuando con la frusta elettrica.
Imburrate e infarinate una tortiera (io ho usato uno stampo a ciambella, oppure si possono usare degli stampini più piccoli e fare delle monoporzioni) e versatevi l’impasto.
Cuocete in forno ventilato a 190°C per circa 30 minuti. Se dopo un poco la superficie diventa scura, ricopritela con un foglio di carta di alluminio.
Controllate sempre comunque la cottura con l’infallibile metodo dello stuzzicadente.

Quando è pronta e raffreddata potete tagliarla a metà e spalmarla di marmellata o crema al cioccolato (o Nutella, come ho fatto io) e spolverizzarla con lo zucchero a velo.

Torta pere e cioccolato alla maniera di Pasquale Boscarello

14 Lug

La ricetta è tratta dal libro Pasticceria naturale senza zucchero, latte, burro e uova di Pasquale Boscarello (Terra Nuova edizioni), con qualche licenza…

per la frolla
farina 0 250 g
malto di mais 60 g
margarina 50 g
acqua tiepida 7 cl
un pizzico di sale
cannella secondo i gusti o, a scelta, una stecca di vaniglia
buccia grattuggiata di mezzo limone
lievito 10 g

per la crema di cacao
malto di mais 500 g
mandorle pelate 100 g
amido di mais 100 g
cacao amaro in polvere 75 g (io apprezzo particolarmente quello del commercio equosolidale)
acqua 65 cl
un pizzico di sale

3 pere
un cucchiaio di zucchero di canna

Mettete in una ciotola la farina, il lievito setacciato, la buccia grattuggiata del limone e la cannella (o la vaniglia).
In una seconda ciotola miscelate l’olio e il malto.
Unite la parte fluida agli ingredienti asciutti utilizzando l’acqua tiepida per dare la giusta consistenza all’impasto perché sia lavorabile con le mani.
Lavorate l’impasto e formate una palla omogenea, morbida ed elastica.
Copritela con un panno e lasciatela riposare mezzora.

Nel frattempo preparate la crema: mettete le mandorle nel mixer e lavoratele aggiungendo poco per volta l’acqua fino a ottenere un latte liscio e senza grumi.
Versate il latte ottenuto in una pentola, aggiungete il malto e un pizzico di sale e cuocete a fuoco basso mescolando spesso per evitare che si attacchi.
In una ciotola unite l’amido di mais e il cacao amaro.
Quando il latte di mandorla bolle unitevi amido e cacao girando con la frusta per evitare che si formino grumi.
La crema si addenserà subito. Quando ricomincia a sobbollire spegnete il fuoco e lasciatela raffreddare.
Quando sarà fredda frullate la crema con la frusta elettrica.

Prendete la frolla e stendetela con un mattarello.
Foderate una tortiera unta con margarina e infarinata. Punzecchiate il fondo con una forchetta, ricopritelo con carta da forno e distribuiteci sopra dei fagioli secchi.
Mettetela in forno preriscaldato a 180°C per una ventina di minuti, poi togliete la carta da forno con i fagioli secchi e lasciatela cuocere ancora il tempo di dorare il fondo.

Nel frattempo, fate saltare le pere sbucciate e tagliate a cubetti o fettine in padella con un cucchiaio di zucchero di canna (e se volete del porto o del marsala o del passito…).

Ora montate il tutto: nella base di frolla mettete le pere ben scolate e ricoprite il tutto con la crema al cioccolato.

Il buon giorno si vede dal mattino…

15 Giu

Muffin per la colazione…

Muffin alle pesche

ingredienti (per 12 muffin)
pesche ¾ (a seconda delle dimensioni)
porto 1 bicchiere
zucchero di canna 1 cucchiaio
burro una noce

burro 60 g
uova 2
zucchero 160 g
yogurt 300 g (oppure latte, o crème fraîche)
farina 00 240 g
sale 4 g
lievito una bustina

Sbucciate le pesche e tagliatele a cubetti. In una padellina fate sciogliere il burro, aggiungete le pesche e lo zucchero di canna. Fate rosolare per qualche minuto a fuoco vivace.
Aggiungete il porto e quando si è consumato spegnete e lasciate raffreddare.
Intanto in una ciotola lavorate con una frusta elettrica le uova e lo zucchero fino a ottenere una crema spumosa. Aggiungete il burro fuso e metà quantità di yogurt (latte, crème fraîche).
In una seconda ciotola amalgamate bene farina, sale e lievito.
Versate un poco per volta le uova nella farina, aiutandovi con lo yogurt (latte, crème fraîche) rimanente quando diventa troppo duro. Infine aggiungete le pesche.
Versate un poco di composto nei pirottini per muffin (si dice: ¾ dell’altezza, ma io ne metto sempre un poco di più) e mettete in forno preriscaldato a 180°C per almeno mezzora.
Controllate con lo stuzzicadenti prima di tirarli fuori dal forno.

Muffin leggeri

ingredienti (per 12 muffin)
margarina 120 g
uova 2
zucchero di canna 160 g
latte di soia 160 g (oppure yogurt di soia)
farina 00 140 g
farina di riso 100 g
sale 4 g
lievito una bustina
gocce di cioccolato a piacere
essenza di fiori d’arancio 1 cucchiaino

Procedete come nella precedente ricetta: in una ciotola lavorate con una frusta elettrica le uova e lo zucchero fino a ottenere una crema spumosa.
Aggiungete la margarina fusa e metà quantità di latte di soia (yogurt).
In una seconda ciotola amalgamate bene farine, sale e lievito.
Versate un poco per volta le uova nella farina, aiutandovi con il latte di soia (yogurt) rimanente quando diventa troppo duro.
Infine aggiungete le gocce di cioccolato e l’essenza di fiori d’arancio.
Versate un poco di composto nei pirottini per muffin e mettete in forno preriscaldato a 180°C per almeno mezzora.
Controllate con lo stuzzicadenti prima di tirarli fuori dal forno.

Sachertorte vegan

1 Giu

La ricetta è di laboratorioveg.it, come sempre con variazioni personali.

Ingredienti

per la base
margarina 140 g
zucchero di canna 80 g
sciroppo d’acero 70 g
cacao amaro in polvere 30 g
cioccolato fondente 70% 20 g
1 cucchiaio abbondante di marmellata di lamponi
farina 00 130 g
amido di mais 40 g
1 bustina di lievito per dolci
latte di soia q.b.

per la farcitura
marmellata di lamponi
una dozzina di lamponi freschi

per la glassa
margarina 25 g
cioccolato fondente 70% 100 g
2 cucchiai di acqua
zucchero a velo 85 g

In una ciotola unite lo zucchero, il cacao, la marmellata e lo sciroppo d’acero.
Lavorate bene con la frusta.
Nel frattempo, sciogliete la margarina con il cioccolato mescolando di continuo, meglio a bagnomaria.
Unite i due composti e amalgamate bene.
Aggiungete la farina, l’amido di mais e il lievito setacciati aiutandovi con il latte di soia per amalgamare.
Imburrate una teglia di 22 cm di diametro o anche più piccola e mettete il composto in forno a 150°C per circa 1 ora, 1 ora e mezza.
Lasciate raffreddare la torta, capovolgetela su un piatto e dividetela in due.
Spalmate la parte inferiore di marmellata e distribuiteci sopra i lamponi lavati e asciugati bene bene.
Chiudete la torta e spalmate la superficie di marmellata.

A questo punto preparate la glassa: mettete sul fuoco bassissimo e preferibilmente a bagnomaria la margarina, il cioccolato e l’acqua.
Fate sciogliere fino a quando il cioccolato sarà molto fluido girando in continuazione.
Levare dal fuoco e aggiungere lo zucchero a velo.
Mescolate molto bene.

Non resta che ricoprire la torta con la glassa e decorare a piacere (io ho usato delle codette di cioccolato e dello zucchero colorato rosa).

Per gentile concessione della destinataria della torta… l’interno!

Cannoli siciliani vegan

31 Mag

…e non me ne vogliano i siciliani…
A mia difesa posso solo dire che sono DAVVERO buoni!

La ricetta l’ho presa qui, funziona benissimo ed è davvero semplice.

Dunque:

Ingredienti
per il ripieno
tofu seta 400 g (se non lo trovate, va benissimo del normale tofu naturale, basterà passarlo con un colino o un setaccio a maglie fitte)
zucchero di canna 80 g
zucchero a velo 30 g
cioccolato fondente tritato 110 g
scorza di 2 arance
1/2 stecca di vaniglia
2 cucchiaini di estratto di fiori d’arancio
panna di soia da montare 300 ml

cannoli
farina 00 350 g
1 cucchiaio colmo di zucchero di canna
1 cucchiaio colmo di cacao amaro
1 cucchiaino di cannella in polvere
olio extravergine d’oliva leggero (o margarina vegetale o olio di vinacciolo) 15 g
marsala 170 ml
aceto di mele 1 cucchiaio
olio per friggere
avrete anche bisogno dei cilindri in acciaio fatti apposta per i cannoli

 

Mettete la confezione di panna da montare nel freezer per 10 minuti insieme al contenitore in cui la monterete.
Setacciate il tofu in una ciotola e frullatelo con una frusta elettrica.
Aggiungete lo zucchero di canna e lo zucchero a velo, il cioccolato fondente, la scorza d’arancia, la vaniglia e l’estratto di fiori d’arancio.
Mescolate bene il tutto fino a farlo diventare una crema.
Montate la panna e aggiungetela al composto mescolando dal basso verso l’alto per non smontarla.
Mettete la crema in frigorifero (volendo si conserva 2/3 giorni).
A questo punto preparate i cannoli: in una ciotola capiente mettete la farina, lo zucchero, il cacao, la cannella, l’olio, l’aceto di mele e infine il marsala.
Lavorate e amalgamate bene il tutto, poi formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare per 1 ora.
Trascorso il tempo necessario stendete la pasta in una sfoglia piuttosto sottile e tagliate dei cerchi (maggiore è il diametro del cerchio, più saranno lunghi i cannoli).
Prendeti i cilindri di metallo e avvolgete intorno i cerchi di pasta ovalizzandoli. Inumidite i lembi per farli aderire bene.
Friggete in olio bollente e a mano a mano che si induriscono i cannoli togliere il cilindro di metallo per prepararne degli altri.
Scolate bene e lasciateli sulla carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
A questo punto potete metterli da parte in un contenitore ermetico e riempirli poco prima di servirli; in qualsiasi caso, non riempiteli prima che siano ben raffreddati.
Prima di servirli riempiteli con la crema utilizzando una sac-à-poche.
Spolverizzate con zucchero a velo (io, bè… me ne sono dimenticata… hoibò).

Clafoutis alle ciliegie

29 Mag

Nel 1996 ho letto un libro, Il Campo di Nessuno di Daniel Picouly e per la prima volta ho sentito parlare di clafoutis… e da allora ho sempre desiderato farlo senza mai decidermi.

La mamma scosta la tendina della finestra e sembra guardare la pioggia che scende. Tutt’a un tratto si mette a raccontare.
“Hai ragione, piove. Anche quella notte pioveva. Era un martedì. Me lo ricordo, era il giorno delle visite a tuo padre in prigione. Gli portavo un pacco. Cosette: del tabacco, della cioccolata, dei quaderni e delle matite. Quante ne mangiava, di matite! Scriveva in continuazione: storie, canzoni. E disegnava, anche. tuo padre ha sempre avuto una buona mano.”
“Dove sono quei quaderni?”
“Se li sono tenuti i crucchi. Non mi faceva mica piacere. Eccetto uno, che è riuscito a portar fuori quando è andato all’ospedale per via della bomba.”
“Dov’è, questo quaderno?”
“Nella valigia di legno del solaio. Sai, lì dove non devi andare a frugare.”
Lo so.
“Oltre al pacco, gli portavo la gavetta. Sempre lo stesso menu. Tuo padre è fatto così. Manzo con le carote e punte di asparagi in salsa vinaigrette. E come dolce, un clafoutis alle ciliegie.”
“Riuscivate a fare dei dolci durante l’Occupazione?”
“Per l’appunto, era un clafoutis di guerra. Dentro non c’erano molte uova di gallina né molto latte di mucca. Per le ciliegie, non era mai la stagione. Ci si arrangiava. Bastava che fosse un po’ rossiccio, capisci.”
Capisco benissimo, anzi me lo vedo, il clafoutis di guerra della mamma. Senza uova, senza latte, senza burro, senza ciliegie, tutto piatto, bruciacchiato, con una caterva di noccioli. Proprio un vero clafoutis.
Un giorno il mio padrino che è scomparso mi porta al ristorante. Dessert del giorno: clafoutis di ciliegie. Rivedo la mamma che lo tira fuori dal forno con il suo strofinaccio a scacchi scottandosi. Lo taglia che è ancora caldo tenendo il coltello come un contadino, con il pollice sulla lama. Vengono fuori delle fette convesse o concave. Dobbiamo fare un po’ di smorfie con la bocca perché è caldo, ma va giù bene. Ed ecco il cameriere mi posa davanti una fetta di dolce morbida, spessa, fredda e inodore.
“Che cos’è?”
“Il suo clafoutis, signore.”
Questa roba, che non è nemmeno bruciata? Dico di no, che c’è uno sbaglio, che non è possibile.Mi dicono di sì. Anche il mio padrino conferma che è proprio un clafoutis! Sono scappato via giurando che un giorno avrei aperto un ristorante in cui avrei servito il “vero clafoutis di guerra di comare Paulette” che sarebbe diventato famoso quanto la frittata del ristorante “La mère Poularde”.

Poi quest’anno mia mamma ha acquistato un piccolo terreno con tanti alberi di ciliege… e finalmente ho provato.

Questo è il risultato… credo che a Picouly piacerebbe!

Ho seguito la ricetta del Cavoletto con qualche variante presa da Cookandthecity.

Ingredienti
ciliegie 500 g
latte intero 300 ml
uova 3
zucchero di canna 30 g
zucchero semolato 100 g
burro 60 g
una stecca di vaniglia
farina 00 50 g
mandorle in polvere 50 g
chiodi di garofano 1
noce moscata una grattuggiatina
cannella in polvere un cucchiaino raso

Lavate le ciliegie e snocciolatele (la ricetta originale prevederebbe le ciliegie intere con il nocciolo, e probabilmente questo renderebbe il dolce più asciutto, ma prevedevo di farlo assaggiare anche al topino e quindi…).
Imburrate un teglia da crostata e cospargetela di zucchero di canna.
Mettete a bollire il latte. Nel frattempo sbattete con una frusta elettrica le uova con lo zucchero di canna, lo zucchero semolato e la vaniglia.
Quando il composto è bello spumoso, aggiungete il burro fuso, la farina e la farina di mandorle.
Aggiungete il latte bollente e mescolate bene il tutto.
Distribuite le ciliegie nella teglia e ricopritele con il composto.
Spolverizzate la superficie con il chiodo di garofano, la noce moscata e la cannella polverizzata e con un cucchiaio di zucchero di canna.
Mettete in forno preriscaldato a 150°C per circa 45 minuti.

Torta di compleanno per topino

18 Mag

Oggi il topino compie 2 anni!

E la mamma sperimenta… la torta per l’asilo!

Bè, quello di Martha Stewart era decisamente più “ordinato”…

Ma non ho dubbi sul gusto!

Ingredienti

per il pan di spagna
uova intere 5
zucchero semolato 150 g
farina 00 150 g
scorza di 1 limone
1/2 stecca di vaniglia

per la bagna
acqua 250 ml
zucchero 125 g
1/2 stecca di vaniglia
scorza di 1/2 limone
scorza di 1/2 arancio
un pizzico di cannella
un pizzico di semi di anice

per la ganache al cioccolato
cioccolato fondente (70%, ma per i bimbi ho scelto il 50%) 200 g
panna da montare 250 ml

per la glassa
zucchero a velo 200 g
1 albume
qualche goccia di succo di limone

Preparate il pan di spagna: con una frusta elettrica montate insieme le uova e lo zucchero con la vaniglia. Dovete calcolare almeno 20 minuti, non uno di meno.
A questo punto aggiungete poco per volta e mescolando dal basso verso l’alto la farina ben setacciata e la scorza del limone.
Versate l’impasto in una teglia imburrata e infarinata (io ho usato una teglia quadrata di circa 30×20 cm) e infornate in forno ventilato a 170°C per circa venti minuti, poi aprite un poco lo sportello e lasciate cuocere ancora 10 minuti (per capire se il pan di spagna è pronto premere leggermente sulla superficie con un dito: se rimane la fossetta deve ancora cuocere, se “rimbalza” è pronto; se è il caso, a un certo punto coprite la superficie con un foglio di carta stagnola).
Quando è cotto, sfornatelo e lasciatelo raffreddare.

Preparate ora la bagna. Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino, portate a ebollizione e fate cuocere mescolando per 10-15 minuti. Fate raffreddare e prima di usarla filtratela.

Mentre la bagna raffredda praparate la ganache: fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato, montate la panna e unite i due composti. Per evitare che il cioccolato formi dei grumi nella panna, mescolate poca panna alla volta in modo da rendere più cremoso il cioccolato.

Infine montate il tutto: rifilate il pan di spagna (per eliminare i bordi, le gobbe ecc.) e tagliatelo a metà.
Spennellate sulla parte inferiore la bagna raffreddata.
Ricoprite con la ganache al cioccolato e richiudete.

A questo punto potete decorarla. Io ho usato la glassa bianca, degli zuccherini e i numeri di cioccolato, ma sono sicura che potrete fare di meglio!
Se volete usare la glassa: prendete l’albume, aggiungete qualche goccia di limone e poi lo zucchero a velo sempre girando con forza con la frusta (oppure usate quella elettrica). Deve rimanere lucida, omogenea e soda (se è troppo liquida rischiate che poi non si solidifichi).

Ecco qui il risultato delle mie fatiche!

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